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Mercoledì, 27 Gennaio 2021

THE TALK: Annamaria Cammilli. Questione di Forme

THE TALK: Annamaria Cammilli. Questione di Forme

Annamaria Cammilli è da quasi 40 anni sinonimo di stile ed eccellenza, 100% made in Italy. In un panorama dalle logiche ribaltate, come si fanno a mantenere vivi la visione e i valori del "fondatore"?
In questo particolare momento storico, ci siamo concentrati ancora di più sui nostri valori. Se, da una parte, la mancanza di appuntamenti fieristici commerciali ha sicuramente complicato la nostra vita, dall'altra ha portato un vantaggio. Abbiamo sfruttato bene il tempo, consolidando i nostri valori e dandoci la possibilità di "ragionare" di più sulle collezioni. I pezzi sono rimasti più tempo nelle nostre mani e questo ci ha permesso di "ragionarli" di più e migliorarli. Una rivoluzione del tempo che ha giocato a nostro favore, soprattutto sulla qualità estetica del prodotto.
Il nostro vantaggio è quello di avere una fondatrice e designer, Annamaria Cammilli, che è al tempo stesso guida e punto di riferimento per tutta la parte creativa del marchio. Un'artista a tutto tondo che non guarda la televisione, ma crea sculture, dipinge... Un vantaggio creativo importante che, complice il maggior tempo a disposizione, ci ha portato a esprimerci in modo diverso.

In quasi 40 anni di attività, cosa è cambiato nel modo di fare gioielleria?
Il 1983 segna l'inizio dell'èra Cammilli. Mia madre, Annamaria Cammilli, che fino a quel momento lavorava nella gioielleria fiorentina di mio padre (Renai, ndr) decide di iniziare a produrre gioielli con il suo nome. Una fotografia di 40 anni che sintetizzerei così: siamo come un pittore che inizia dipingendo a casa e poi decide di andare a vendere fuori le sue opere. Cosi nasce il marchio Annamaria Cammilli. In 40 anni di attività, posso dire che lo scenario è radicalmente cambiato. Oggi si lavora sulle intuizioni, su quello che si pensa possa comprare la donna attuale. Si lavora con coerenza, che rimane il nostro obiettivo, con la speranza che i gioielli fatti oggi siano migliori di quanto fatto in passato. Il nostro è uno stile che si contraddistingue nel modo di fare gioielleria. Se è vero che in questo mondo è cambiato tutto, è altrettanto vero che noi non ci siamo mai traditi.

Parliamo di creatività. Che "peso" ha sul vostro business?
La prima cosa da sottolineare è che Cammilli non assembla pietre, ma realizza forme in oro. La nostra è alta oreficeria, e la finitura dell'oro è il focus. Non ci preoccupiamo dell'assemblaggio delle pietre, ma lavoriamo sulle forme, che per certi aspetti è molto più rischioso. L'oreficeria alto di gamma come la nostra è una specialità di pochi.
Abbiamo la fortuna di poter esagerare con i volumi e le linee, ma è anche facile sbagliare. La forma di Cammilli è una forma di per sé diversa, che permette anche di azzardare con i colori dell'oro (sono 8 le varianti di colore dell'oro tipiche delle creazioni Annamaria Cammilli, ndr) e di usare i brillanti solo per illuminare.

Lo scorso settembre 2020 mi aveva parlato di un progetto legato a una scuola dedicata alla formazione del personale di vendita. Quanto è importante la formazione interna in questo momento?
Uno dei motivi principali che ci ha spinti a realizzare la scuola è la nostra ricchezza del racconto. Essendo una realtà così diversa dalle altre aziende dell'industry, abbiamo ritenuto importante dar vita a una scuola ad hoc per "industrializzare" il nostro storytelling, così da istruire negozianti e venditori in tutto il mondo. Considerando quanto sia cambiato il modo di vivere, le nostre clienti non sono più le stesse ed è quindi necessario rinnovare anche il modo di raccontare il gioiello. Prima era il venditore a farlo, ora le clienti arrivano pronte con tutte le informazioni necessarie. Abbiamo quindi deciso di lanciare la nostra scuola per formare il venditore con un atteggiamento più "consulenziale", arricchito di tutte quelle nozioni, sia sul mondo Cammilli sia con nozioni generiche ma fondamentali, che lo sosterranno nel momento della vendita di un gioiello. Un progetto ambizioso ma strategico anche per tutelare la nostra clientela. Il garantismo del gioiellerie di fiducia è finito, il cliente arriva esperto e noi siamo pronti con un venditore ben formato.

Digitalizzazione è la parola chiave di questa èra Covid. Come la state vivendo?
La digitalizzazione ha cambiato radicalmente il nostro modo di fare comunicazione. Possiamo e vogliamo andare a parlare direttamente al pubblico finale, mettendo sul sito tutte quelle informazioni necessarie e pensate solo per il cliente.
Con l'incertezza legata alle restrizioni sull'accessibilità al negozio fisico, il web era l'unica finestra per rafforzare la nostra presenza sul mercato.

Progetti e novità per il futuro?
Si chiama "Vela" ed è un progetto al quale stiamo lavorando da più di un anno, che sarà presentato nel 2021. È un nuovo concetto di collezione, una sorta di piattaforma che comprenderà più collezioni. Stiamo innovando i volumi affinché non impegnino troppo oro e che interesseranno diverse tipologie di gioielli. Una nuova linea Cammilli, la quarta, e un concept che racchiuderà il meglio di tutta la nostra esperienza.
Da imprenditore sono ottimista per il futuro, il tempo è un ottimo alleato se sfruttato bene perché i creativi, grazie al tempo a disposizione, hanno sempre prodotto grandi cose.

Un bilancio a chiusura del 2020?
Per noi in realtà è stato ed è un momento interessante. Stavamo crescendo molto, ma abbiamo raggiunto comunque buoni risultati anche nel 2020. Ora siamo pronti a partire più forti di prima, in tutta Europa ma soprattutto in quella del Nord. Non abbiamo risentito di cali nelle vendite, e il nostro e-shop, che è in divenire, ci ha supportati bene. Rimaniamo comunque in attesa di tornare a incontrarci nelle manifestazioni fieristiche, che per noi resteranno sempre di grande importanza.

Federica Frosini, Editor in Chief VO+

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